Antartide in pericolo

Antartide in pericolo
Il continente Antartico si trova – guardando il mondo su una cartina geografica – nella zona sud. Al pari dell’Artico che è a nord è un luogo ricchissimo di risorse naturali: oro, argento, carbone, minerali di ferro, rame, nichel, cobalto, platino, cromo, manganese e sul fondo del Mare di Ross sono stati scoperti giacimenti di petrolio e gas naturali. Per adesso lo sfruttamento di questa zona del mondo non è stata ancora così intensiva sulla terra ferma – dove mei mesi invernali vivono 1000 persone che arrivano a 5000 durante quelli estivi –  ma ci si sta arrivando. Quelle che sono state devastate sono  le acque dell’Oceano Antartico. Oltre 20 milioni e 330 mila km quadrati di mare.
Cosa c’è nell’Oceano Antartico
Ogni genere di specie animale marina conosciuta e non solo. Si calcola che ci vivano 9mila specie. Le più famose sono le balene blu e le foche per la spietata caccia che subiscono da parte dei pescherecci industriali, nonostante i continui appelli e divieti. E c’è il Krill in quantità enorme, quasi infinita. Quasi appunto.
Il Krill è una specie di gambero plancotnico: il cibo preferito di balene, mante, squali, pesce azzurro ed uccelli acquatici E che viene utilizzato come cibo negli allevamenti ittici. Il plancton. Un elemento senza il quale l’ecosistema marino morirebbe. E con esso anche l’uomo. Anche perché con gli estratti dal Krill si ricava un olio che viene usato per produrre farmaci. Pare che abbia caratteristiche straordinarie come nessun altro olio, vegetale o animale, sinora in commercio possiede. Il colesterolo, i valori glicemici, l’apparato osseo ed il peso sono gli elementi sui quali l’olio di Krill ha effetti davvero molto importanti secondo la medicina moderna.
Cosa si sta facendo per l’Antartico
Intanto le questioni giuridiche. Gran Bretagna, Francia e Norvegia avanzano rivendicazioni sul continente in nome della primogenitura della scoperta e dell’occupazione; Argentina, Cina e Nuova Zelanda le avanzano in nome della vicinanza al territorio; Australia in nome di entrambe le questioni. Russia e Stati Uniti che pure hanno basi e presidi in Antartico per ora non hanno detto nulla sulla questione.
Nel 2017 e per 35 anni in un’area di 1,55 chilometri quadrati del Mar di Ross (dal nome dell’esploratore inglese che ci arrivò per primo) nella parte meridionale del continente antartico, è stata istituita la più grande riserva marina naturale del mondo. Ma non basta.
Ad ottobre ad Hobart in Tasmania ci sarà la riunione della Commissione per la Conservazione delle Risorse Marine Viventi dell’Antartide che chiederà al mondo di istituire una nuova riserva naturale marina ancora più grande: 1,8 milioni di km quadrati. Questo alla luce del progressivo spopolamento delle acque – per colpa della pesca selvaggia come abbiamo detto – che se portato avanti provocherebbe un disastro biologico di dimensioni universali. Nel gennaio di quest’anno una ricerca condotta da Greenpeace ha permesso di scoprire che in quelle zone ci sono quattro  diversi ecosistemi marini vulnerabili che hanno bisogno dunque di una protezione immediata.
Eduardo Lubrano

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