Un “contratto” per il Web

Un “contratto” per il Web

Ogni anno a Lisbona si tiene il Summit Web, una convention di tutti coloro che,aziende ed individui, hanno a che fare con internet. Arrivano da tutto il mondo. Dura tre giorni , riceve 70mila visitatori ed ospita 1200 relatori.

Quest’anno l’apertura del Summit è stata affidata ad un personaggio d’eccezione: Sir Tim Berners-Lee, l’inventore del World Wide Web le tre w. Il 63enne informatico londinese ha chiesto a governi, aziende e privati di aderire al “Contratto per il Web” della sua World Wide Web Foundation, per garantire ad ognuno la possibilità di connettersi al web in modo economico e rispettoso. Non solo. Berners-Lee ha anche chiesto la fine del divario digitale ed un web libero e giusto per tutti.

In questa fase storica circa il 50% del mondo è online, mentre l’altra metà del pianeta vive offline. Molti costi di interconnessione sono proibitivi e poche aziende tramite tali costi controllano l’accesso all’intero web.

Berners-Lee ha scritto un famoso articolo nel marzo del 1989 mentre era al centro di ricerca nucleare CERN di Ginevra nel quale chiedeva un nuovo sistema per la gestione delle informazioni, che divenne il World Wide Web così come lo conosciamo.

“La gente pensava che avrebbe portato a una migliore umanità. Abbiamo Wikipedia, abbiamo dei blog, abbiamo dei gatti – ha detto a Lisbona il fisico inglese – In quel clima, cosa sarebbe potuto andare storto? Beh, tanti tipi di cose sono andate storte: problemi con la privacy, uso di dati personali, persone manipolate da comunità false, persone false e idee false. Quindi ci sono molti problemi con il web.

Il “contratto per il web” di Berners-Lee ha già alcuni sostenitori di alto profilo, tra cui Google e il governo di Francia, con la folla di esperti informatici del Web Summit che ha chiaramente appoggiato la sua richiesta per il riorientamento del web verso i suoi obiettivi originali di apertura, libertà, uguaglianza e rispetto. WebSummit nasce da un’idea dell’imprenditore irlandese Paddy Cosgrave ed è passato da un meetup di 400 persone a Dublino a un evento globale ormai stanziato a Lisbona.

La sua presenza nella capitale portoghese è infatti garantita per i prossimi 10 anni, grazie ad un accordo firmato tra gli organizzatori dell’evento e il governo. Lo stato finanzierà il summit con la somma di 11 milioni di euro l’anno in quanto il Portogallo cerca di posizionarsi come un polo tecnologico post-austerità e di sfruttare la crescita prevista della popolarità di WebSummit nel prossimo decennio.

 

Eduardo Lubrano

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