UE: via i dazi, produttori europei in rivolta

UE: via i dazi, produttori europei in rivolta

Alla mezzanotte di lunedì 3 settembre scadranno le restrizioni per l’importazione di pannelli solari dalla Cina. La decisione è una conseguenza della politica energetica dell’Unione, che prevede un potenziamento dell’utilizzo dell energie alternative nell’area UE.

Le misure di restrizione erano state adottate del 2013 e consistevano in dazi anti-dumping e anti-sovvenzione.  Lo scopo era contrastare l’assalto dei produttori cinesi che immettevano nel mercato europeo pannelli solari fotovoltaici e termici aventi prezzi molto bassi ma caratterizzati da bassa qualità.

Il 60% del mercato mondiale del fotovoltaico è controllato dalla Cina, e ben il 90% delle esportazioni cinesi si riversava su USA e UE. I produttori italiani, che tutt’oggi hanno a che fare con cinque grandi concorrenti cinesi sul territorio nazionale, si sono visti letteralmente surclassare. Non diversa la situazione nel resto d’Europa. Da lì le misure compensative a protezione della produzione interna, che nel marzo del 2017 sono state rinnovate per diciotto mesi.

Ora, alla naturale scadenza dei dazi, si rinnovano i contrasti sul tema. Da un lato i produttori europei, che paventano un nuovo massiccio arrivo di prodotti a basso costo e bassa qualità, che oltre a rappresentare una sleale concorrenza, a ulteriore danno del settore, metterebbero anche a rischio la sicurezza degli acquirenti e in più generale dei cittadini. Dall’altro lato si hanno le felicitazioni del Ministro del commercio cinese, Zhong Shan, particolarmente soddisfatto per il superamento delle frizioni fra Cina e UE mediante un modello concertato della rimozione delle restrizioni.

Quale misura di tutela in seguito alla rimozione dei dazi, sono stati fissati prezzi minimi al di sotto dei quali scatta automaticamente un dazio del 64,9 percento.

EU ProSan è sul piede di guerra. Trattasi di una potente associazione di produttori europei nata allo scopo di promuovere lo sviluppo e proteggere il settore del fotovoltaico del nostro continente dalla concorrenza sleale dei produttori cinesi. Nel 2012, come gruppo di pressione aveva portato avanti la battaglia ottenendo i dazi fissati nel 2013 di cui abbiamo parlato sopra. Ora sta valutando nuove azioni legali.

 

 

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