Sedotti e abbandonati. Di Maio fugge, Martina ancora s’offre.

Sedotti e abbandonati. Di Maio fugge, Martina ancora s’offre.

Sedotti e abbandonati. La corrente filo grillina del PD si è prestata al gioco dello scaltro Casaleggio.

Com’era evidente fin da subito, Di Maio diserta l’invito di Martina alla Festa dell’Unità di Ravenna.

Vendendolo come segno di una ritrovata voglia di confronto, il nuovo segretario PD aveva srotolato un tappeto rosso all’uomo di punta del partito di Grillo e Casaleggio. Dal confronto, soprattutto se fosse avvenuto con Carlo Calenda, Di Maio sarebbe uscito smascherato. Così facendo, Martina si è presentato come coraggioso stratega intenzionato a mettere in difficoltà l’avversario, ben sapendo che la consapevolezza di Di Maio, di non essere in grado di reggere nemmeno venti secondi di confronto sui contenuti, lo avrebbe preservato dalla brutta figura. Dunque, una mossa che ha accontentato entrambi. Di Maio, infatti, ha a sua volta potuto snobbare l’invito, adducendo scuse come al solito, ma passando come colui che è desiderato ma che non si concede.

Il fatto è che Di Maio è fuggito dall’invito, figurando come seduttore che irride il sedotto, mentre Martina ha esposto il PD al dileggio. Nessuno, infatti, tranne gli anti-renziani di mestiere e i tifosi accecati dall’odio, credono alla vera natura dell’apertura di Martina, che era e resta un segno di resa, di tacito assenso a mettere il futuro del PD a disposizione di Casaleggio, che ottiene tutto senza quasi fare nulla.

Su questo, al proprietario dei 5S, dobbiamo riconoscere il merito di aver messo su una strategia vincente. Certo, una strategia che si fa forte della collaborazione interna al PD. Ma questo non è un suo demerito, anzi, ne mette in evidenza l’astuzia, quella di saper sfruttare al meglio le altrui debolezze e trasformarle in servilismo mascherato da ragionevolezza.

L’esempio lampante è l’uscita di Zingaretti sull’aereo di Stato. Queste le sue parole lunari:

“Il video di Luigi Di Maio sull’aereo a noleggio della Presidenza del Consiglio ha avuto oltre 4 milioni di visualizzazioni, le condivisioni sono ben oltre 100mila. Al netto del merito e del contenuto del video, questi numeri confermano l’incredibile efficacia dell’azienda-partito dei 5 Stelle e sottolineano il fallimento assoluto della cultura organizzativa che il Pd ha messo in campo nel corso degli anni”.   (Huffington Post)

 

Facendo finta di produrre una penetrante analisi politologica, Zingaretti si tuffa di testa nell’acqua torbida della propaganda grillina, dimostrando di nuotarci con gusto. E da questo rimestare nella melma, ci trae pure un accorato, solenne appello per il futuro del partito.

Ovviamente, un futuro senza Renzi, i cosiddetti “renziani” e coloro che, cittadini odiatissimi e sempre più spesso pubblicamente disprezzati da non pochi esponenti PD, ancora sostengono l’ex segretario.

Insomma, un futuro senza PD.

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