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Questioni energetiche: com’è messa l’Italia ?

Come è messa l’Italia dal punto di vista dell’energia pulita? La questione è importante perché è uno degli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Onu. La prima risposta è: ” bene ma non benissimo”. “Accesso a sistemi di energia economici , affidabili, sostenibili e moderni» ecco l’esigenza primaria ripete per tutti l’ASviS, l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile nata nel 2016 proprio per far crescere la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo sostenibile e per raggiungere gli Obiettivi.

Il coordinatore del gruppo di lavoro sull’argomento, Toni Federico sintetizza: «Dopo il significativo impulso dato alla decarbonizzazione negli anni della crisi, il sistema italiano ha prodotto negli ultimi quattro anni un sostanziale arresto della velocità di sviluppo».  Le analisi di ASviS per fare questi calcoli sono partite da 100 nel 2010, sono arrivate al massimo nel 2012 ma sono scese a 98 nel 2015. Tra i dati più importanti ci sono quelli relative a rinnovabili ed efficienza energetica. C’è qualche ragionamento da fare.

Il più rilevante riguarda il Piano nazionale integrato per l’Energia ed il Clima che deve essere ancora approvato dall’UE. “Tra questo documento e la Strategia energetica nazionale del precedente esecutivo c’è sostanziale continuità” dice ancora Toni Federico. «Il Piano punta molto su rinnovabili ed efficienza, con obiettivi che vanno anche oltre quelli UE. Per questo, credo che la scelta del Governo sulle trivelle, con una moratoria temporanea sulle nuove esplorazioni, sia un compromesso accettabile. Per quanto riguarda le emissioni serra, invece, il Piano si pone al di sotto degli standard comunitari, con una riduzione del 37% invece che del 40, dato che, precisa Federico, «verrà ulteriormente aumentato entro l’anno prossimo, in seguito alla conferenza Onu di Katowice».

Argomento carbon tax, la tassa sull’inquinamento. Per la quale nello scorso ottobre il rapporto ASviS si batteva perché venisse introdotta anche nel nostro paese. Proprio la carbon tax è stata una delle cause della nascita delle proteste dei gilet gialli, a causa di aumento delle imposte sul carburante. “Macron è stato avventato. La carbon tax è giusta, ma non può essere introdotta senza una riforma fiscale razionale, equa e condivisa o, meno che mai, mettendo le categorie svantaggiate in ulteriore difficoltà”.

“Sulle energie rinnovabili ogni anno, servirebbero molti più impianti di quelli che vengono installati oggi. Se no, pur avendo una buona posizione di partenza, rischiamo di non rispettare l’accordo di Parigi sul clima». In sede governativa si sta lavorando alla riforma del settore con un progetto che dovrebbe far rientrare l’incentivo per la realizzazione di piccoli impianti nella detrazione fiscale, ma che introduce la categoria dei prosumers, cioè cittadini e comunità che non sono consumatori, ma anche produttori di energia che può essere commercializzata.

«Con le dovute modifiche alla rete elettrica e grazie ai minori costi dettati dal progresso tecnologico, produrre energia solare potrebbe diventare così conveniente da far aumentare i pannelli sui tetti delle nostre case e far fare al Paese un balzo in avanti decisivo”.

L’Onu chiede di raddoppiare il tasso annuale dell’efficienza energetica sempre entro il 2030 : una richiesta accettabile per i Paesi in via di sviluppo, ma difficile se non impossibile per l’Italia. Ancora Toni Federico, «Per ridurre i consumi di energia di origine fossile bisogna concentrarsi sui trasporti e sul riscaldamento civile. La conferma dell’ecobonus è una notizia positiva ma non certo sufficiente per l’obiettivo emissioni-zero. Servono standard più rigorosi anche per le ristrutturazioni. Senza contare che lo Stato non ha i fondi per il suo enorme patrimonio immobiliare…».

Questione trasporti. “Il futuro è delle auto elettriche a energia rinnovabile». Sono ancora costose e ci sono questioni da risolvere come le modalità di ricarica. Però gli strumenti ormai ci sono: servono politiche adeguate per diffonderli. E, in tal senso, gli incentivi del Governo sono stati ideati male».

Eduardo Lubrano

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