Più Europa contro l’internazionale sovranista

Più Europa contro l’internazionale sovranista

L’UE deve “impegnarsi con i partner per migliorare la pace, la sicurezza e la prosperità a livello mondiale”. Queste le parole di Ramón Luis Valcárcel (in foto), dal 2014 vice Presidente del Parlamento Europeo, ai 140 ambasciatori dell’Unione europea. Un messaggio che Valcárcel ha portato a nome del Presidente Antonio Tajani, durante lo svolgimento dei lavori dell’annuale “Conferenza degli ambasciatori dell’UE”.

Mentre in Italia la parola “populismo” è quasi diventata un tabù che identifica negativamente chi la pronuncia, e in ossequio al gentismo dilagante si avvia a diventare un’eresia, diversamente, in Europa si considera il tema come una minaccia alla comune convivenza civile.

Ancora Valcárcel: “Stiamo assistendo a una nuova ondata di populismo in tutto il mondo che offre soluzioni semplicistiche di odio, xenofobia e protezionismo”.

Le ragioni dell’onda nera vanno al di là della lotta politica e affondano nel generalizzato senso di forte insicurezza, in primis di natura economica, che pervade il continente, falcidiando il consenso verso le istituzioni comunitarie, soprattutto, e questa è la tragedia, da parte delle giovani generazioni.

Da questa “insicurezza madre” discendono le paure delle quali si nutre l’antieuropeismo militante, prime fra tutte quella verso gli immigrati, il cui risultato pratico è il rifiuto di qualsiasi serio dibattito su accoglienza e integrazione, a discapito della serena convivenza in territorio europeo.

Per contrastare questa deriva verso la dissoluzione della già sfilacciata anima politica dell’Unione Europea, vengono poste quattro priorità, quattro grandi tematiche nelle quali è urgente fare gioco di squadra anziché rifugiarsi nell’isolamento: governance economica, cambiamenti climatici, migrazione e sicurezza.

Un approccio strategico che si contrappone a quello dell’America di Trump e dell’internazionale sovranista che unisce le destre estreme d’Europa sotto la “bandiera di Visegrad” e lo sguardo interessatamente amichevole della Russia.

Un utile promemoria per il futuro prossimo.

Mauro Pasquini

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