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Non confondere biologico con sostenibile

Moda sostenibile, bellezza sostenibile, tecnologia sostenibile: questo “movimento sostenibile” è sempre più in crescita. Ovviamente entra a farne parte anche il cibo.

Negli ultimi tempi le persone si sono abituate al consumo di cibo biologico. Attenzione però: il cibo sostenibile è tutta un’altra cosa, e renderlo realmente uno stile di vita non è così semplice. Infatti un sondaggio del 2018 condotto dalla Fondazione International Food Information Council (IFIC) ha rivelato che la sostenibilità è il più piccolo dei 6 driver di acquisto quando si tratta di scelte alimentari: prima vi sono il gusto, la salubrità, la convenienza, il prezzo e la familiarità. Lo scopo del sondaggio è di evidenziare e comprendere sia le convinzioni che i comportamenti di acquisto di cibo da parte dei consumatori. C’è quindi bisogno di adottare scelte alimentari sostenibili nella pratica. E il problema alla base è che le persone ancora non ne apprezzano i benefici.

Il cibo sostenibile è prodotto con metodi e pratiche che conservano la salute del pianeta. Nel 2018 l´emissione di gas serra è cresciuta e ciò è dovuto a un aumento delle emissioni di anidride carbonica e di metano. Pensate che una singola mucca produce tra 70 e 120 kg di metano all’anno: provate allora a immaginare cosa possono fare oltre 70 miliardi di animali allevati per la carne in tutto il mondo. Ma non è tutto. Ancor più sconcertante è l’effetto negativo che il metano ha sul pianeta: 23 volte superiore a quello del biossido di carbonio. La produzione alimentare sostenibile rispetta la biodiversità e protegge gli ecosistemi: la sostenibilità va oltre il solo ambiente.

Ma non solo per questo bisognerebbe adottare tale tipo di alimentazione. Infatti il cibo sostenibile protegge anche la vita e la salute umana, soprattutto di coloro che hanno problemi di salute legati all’alimentazione, tra cui malattie cardiache, diabete e obesità. Inoltre promuove il benessere degli animali. Il tutto viene prodotto in modi che proteggono la vita delle persone che lo producono. Le scelte alimentari sostenibili migliorano la sicurezza alimentare e ne riducono lo spreco complessivo.

La fame colpisce 815 milioni di persone a livello globale.

Adesso un esempio sconcertante. Il 40% di tutto il grano prodotto nel mondo è destinato all’alimentazione del bestiame quando potrebbe alimentare direttamente circa 800 milioni di persone (quasi lo stesso numero di quelle che soffrono la fame in tutto il mondo). E di tutto questo grano, solo circa il 12% delle calorie dei mangimi che produce contribuisce direttamente alla dieta umana. Gli sprechi alimentari sono enormi e peggiorano a causa della crescente domanda globale di carne. La sostenibilità si basa su un bestiame ben gestito che ha un impatto negativo ridotto sull’ambiente. Si concentra perciò su alimenti a base vegetale con un consumo limitato di carne.

Anche i mezzi di sostentamento migliorerebbero. A differenza del cibo biologico, inaccessibile a molti per il prezzo elevato, quello sostenibile viene prodotto con l’intento di essere accessibile.

Adesso un appunto. Locale non è uguale a sostenibile. Una crescente promozione degli agricoltori locali e di alimenti biologici prodotti localmente ha alimentato questa convinzione errata secondo cui il cibo locale sia, di default, sostenibile. Assolutamente sbagliato. Un agricoltore locale che sfrutta i lavoratori e alleva il bestiame in modo non sostenibile può ancora portare alcuni “prodotti biologici” sul mercato: ma è quindi sostenibile? Il prodotto deve arrivare a completamento in modo del tutto sostenibile: dai lavoratori, alla lavorazione, alla terra, al bestiame ecc.

Impariamo quindi cos’è davvero la sostenibilità. Scegliamo il cibo che contribuisce non solo a uno stile di vita sano, ma anche a un ambiente sano e comunità più salutari che hanno migliorato le economie e che possono portare solo che benefici, sia per le persone che per l’ambiente.

Naume Guveya

A proud Zimbabwean, Naume Guveya currently lives in Harare. An accountant by profession and a writer by passion, she is a health, wellness, and personal development fanatic who wants to make a difference in the world one good deed at a time. Naume loves good food, great music, and amazing books. Follow her stories at www.naumeg.home.blog.

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