Moody’s declassa l’Italia. Spiegato bene

Moody’s declassa l’Italia. Spiegato bene

La notizia

Venerdì 19 ottobre Moody’s ha declassato il livello di affidabilità del debito pubblico dell’Italia a Baa3. Oltre questo c’è la spazzatura, il consiglio a chi ha dei soldi da investire nel nostro paese di non farlo. Venerdì 26 si attende il giudizio di Standard and Poor’s.

Cosa sono Moody’s, Standard and Poor’s e Fitch? Sono tre agenzie di rating americane, tutte con sede a New York, le tre più famose al mondo e le tre considerate più serie. Sono istituti che sono in mezzo tra gli enti che emettono titoli azionari (aziende, Stati, società pubbliche) e gli investitori (privati o istituzionali). Svolgono analisi e esami dei dati e cercano di stabilire quale sia il valore di un titolo di Stato o di una banca. Le agenzie di rating realizzano ricerche ed analisi finanziarie sui titoli azionari e sulle obbligazioni il cui scopo è quello di valutare la stabilità finanziaria dell’oggetto delle loro analisi. Le loro stime servono agli azionisti per operare sui mercati di conseguenza. Tale valutazione determina infatti la «capacità di credito» che viene poi classificata su una scala standardizzata di valutazione, ossia il rating.

Rating che in inglese vuol dire “valutazione” in questo caso è un giudizio che esprime l’affidabilità di un’impresa, cioè la sua capacità di ripagare un debito in un determinato periodo di tempo. La scala di valori che riassume le informazioni qualitative e quantitative in maniera sintetica si articola da AAA ( basso rischio di credito) a D (nulla probabilità di rimborso). In sostanza il rating si occupa di tutti quei soggetti che chiedono denaro in prestito al mercato e che vengono valutati in base alla loro capacità di restituirlo e di ripagare i debiti.

Torniamo a Moody’s

Nel comunicato nel quale annuncia il declassamento del nostro Paese, l’agenzia americana Moody’s sostiene che “ che la solidità di bilancio del nostro paese si è indebolita a causa della decisione del governo di programmare un obiettivo di deficit più alto sia per il 2019 che per gli anni successivi. Il debito pubblico è stabile intorno al livello del 130 per cento del Pil invece che in discesa: ma siccome la crescita si sta affievolendo, un debito di queste dimensioni risulta particolarmente vulnerabile agli shock e dunque potrebbe evidenziare anche un percorso di risalita”. Ancora dal comunicato “Non c’è una coerente agenda di riforme che affronti in modo strutturale il nodo della bassa crescita italiana. L’incremento del prodotto interno lordo dovrebbe risultare ben meno intenso di quanto atteso. E appaiono ottimistiche le stime del governo: in particolare la spinta alla crescita derivante dalla prossima manovra espansiva risulterà ben meno marcata di quanto scritto nella Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza”.

Tutto nero dunque? No per Moody’s ci sono anche elementi  che permettono di dare una valutazione stabile delle prospettive. I rischi attuali hanno un contraltare in alcuni settori di forza della nostra economia che risulta essere ampia e diversificata, in una posizione verso l’esterno solida con un sostanziale avanzo corrente e di una posizione internazionale equilibrata per quanto riguarda gli investimenti. E poi, tanto per cambiare l’argomento tasse anche se parte da un principio che riguarda pochi eletti: “l’alto livello di ricchezza delle famiglie che rappresenta un importante cuscinetto contro futuri shock ed anche una sostanziale fonte di finanziamento per il governo”. Insomma volendo più tasse ed una bella patrimoniale.

Eduardo Lubrano

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