L’annessione della sinistra. Il piano B di Grillo e Casaleggio

L’annessione della sinistra. Il piano B di Grillo e Casaleggio

Si avvertono i primi segnali di frenata dell’entusiasmo intorno al governo Salvini-Di Maio, da parte dei tanti commentatori e analisti politici che negli ultimi mesi si erano affrettati a diventare, più o meno apertamente, alfieri del governo del cambiamento. Appena due settimane fa abbiamo assistito all’apologia dei fragorosi applausi di Genova, che hanno accolto i due veri capi del governo durante i funerali delle vittime del crollo del Ponte Morandi.

Dopo la miserevole gestione da parte del governo del caso “nave Diciotti”, qualcosa è cambiato. Per molti è subentrata l’urgenza di marcare una distanza da una deriva autolesionista, da quella foga fieramente “peracottara” che sta condannando l’Italia all’isolamento.

Una preso d’atto tardiva, che sa molto di exit-strategy. Ma tant’è. Meglio così. Ora però stiamo assistendo alla rimozione della corresponsabilità del M5S nell’operato del governo più a destra della nostra storia repubblicana.

Travaglio, alfiere della prima ora del grillismo integralista, parla di un Salvini che fa solo propaganda, glissando quasi del tutto sulla mancanza di ogni legame con la realtà dei lunari monologhi di Di Maio. Nell’attaccare solo Salvini, Travaglio dà ufficialmente il via al piano B di Grillo e Casaleggio: se la situazione precipita prima del previsto, staccarsi dalla Lega e fare alleanze politiche con LeU e la corrente grillina del PD di Emiliano e Boccia, sulla quale andrebbero a convergere quanti si stanno stringendo intorno a Zingaretti, se quest’ultimo non dovesse prevalere al congresso. Una volta riunita la sinistra alla propria corte, Grillo e Casaleggio ne farebbero un solo boccone.

E a sinistra il terreno lo stanno quantomeno predisponendo, concentrando tutte l’energie su Salvini e bypassando il suo socio di maggioranza Di Maio, che pure ha sottoscritto e sta sottoscrivendo ogni cosa detta, fatta e rivendicata da Salvini.

Ma ora è il momento della fiction, in cui il M5S interpreta una forza di sinistra costretta su posizioni di destra dal PD renziano. Roberto Fico è ovviamente l’attore protagonista. Sinistra, attuale minoranza PD, CGIL, sanno perfettamente che non è così. Ma è utile per loro fingere di crederlo. Dunque è così.

Mauro Pasquini

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