La piaga della pedofilia

La piaga della pedofilia

Spagna, Francia, Irlanda. Tre nazioni per secoli considerate il cuore dell’Europa cattolica, oltre all’Italia. Specie Spagna ed Irlanda con la prima che fu chiamata il braccio armato della Chiesa a causa della ferocia della Santa Inquisizione portata avanti da esponenti del clero spagnolo. La verde Irlanda invece ha avuto in questo senso, un’immagine molto tranquilla, resistendo in modo forte ai cambiamenti della Chiesa d’Inghilterra a partire dallo strappo di Enrico VIII.

L’evangelizzazione dell’Irlanda iniziò nel 5° secolo dopo Cristo con le missioni prima del vescovo Palladio e poi di Patrizio, inviati da Papa Celestino I. Il secondo ebbe maggior fortuna – riuscì nel suo compito in tutta l’isola –  al punto che oggi è il Santo Patrono di tutti gli irlandesi.  Dall’avvento di re Enrico VIII la vita per i cattolici in quello che oggi consideriamo il Regno Unito fu difficilissima : discriminati, fuori legge, perseguitati.  La clandestinità dei cattolici in Irlanda cominciò ad attenuarsi nel 18° secolo e poi a scomparire dal 1829 quando fu emanato l’Act of emancipation, nel quale venivano abrogate le leggi penali in vigore contro i cattolici. E da quel momento il cattolicesimo irlandese tornò a fiorire ed a conquistare posizioni anche di potere politico con i primi membri della Chiesa cattolica d’Irlanda che si sedettero nel parlamento di Westminister a Londra.

Anche per questa forte resistenza la Chiesa di Roma ha considerato gli irlandesi come una sorta di “paladini della religione” ufficiale anche se esistevano, ed esistono tutt’ora alcune vedute differenti. La storia della Chiesa irlandese è tornata prepotentemente alla ribalta nel 20° secolo e poi nei primi anni di quello successivo a causa  della guerra tra Inghilterra ed Irlanda del Nord, altro feudo del cattolicesimo, visto il confine geografico sull’isola che separa l’enclave inglese, protestante, dal resto del paese. La visita di Giovanni Paolo II il 30 settembre del 1979 – quasi 40 anni fa – fu uno dei tanti successi politici e di folla di papa Woityla : un milione di persone assistettero alla messa a Dublino, e la visita al santuario di Maria a Knock fu un momento di altissima spiritualità.

Poi, circa dieci anni fa, è scoppiato anche in Irlanda il caso dei preti pedofili. Uno scandalo che secondo la magistratura irlandese ed il Ministero degli Interni non fu gestito con efficacia dalla Chiesa dell’isola a causa di una indicazione – così dice il rapporto dell’epoca del dicastero – arrivata da Roma nel quale si chiedeva ai vescovi di non essere particolarmente severi nelle punizioni nei confronti dei colpevoli. Lo scandalo ebbe una rilevanza mondiale perché fu coinvolto il vescovo John Magee, segretario di tre Papi: Paolo VI, Giovanni Paolo I e Giovanni Paolo II. Monsignor Magee fu accusato di aver coperto almeno 19 preti implicati nella pedofilia dal 1996 al 2009. Nel marzo del 2010 si è dimesso ma la frattura si era già consumata : commissariamento dei seminari,  delle congregazioni religiose e diocesi da parte della Santa Sede, ma anche le dimissioni, in dieci anni fino al 2016, di metà dei vescovi dell’Isola, per la cattiva gestione dei casi di violenza su minori.

Oggi l’Irlanda non è più cattolica nel senso letterale del termine, quello tanto caro a Roma per intendersi. Prima il referendum sui matrimoni omosessuali e poi quello più recente, maggio di quest’anno, sulla legalizzazione dell’aborto. Tre giorni dopo l’esito di quest’ultima consultazione popolare, il 29 maggio, la Sala Stampa Vaticana ha annunciato che Papa Francesco sarebbe andato in visita in Irlanda il 25 e 26 agosto. A chiusura dell’Incontro Mondiale delle Famiglie che si tiene in questa settimana a Dublino.

Francesco vorrebbe mettere mano ad una specie di rinascita della Chiesa irlandese che non ha saputo reagire agli eventi accennati: una “dirigenza” quasi del tutto azzerata, la popolazione che – pur rimanendo cattolica – non frequenta più le chiese (solo il 5% dei cattolici va a messa in questi anni), il disgusto nei confronti dello scandalo pedofilia hanno allontanato l’istituzione ecclesiastica dalla gente. E la Chiesa di Dublino si è messa sulla difensiva, parlando di accuse esagerate, di media scatenati solo alla ricerca del colpo sensazionalistico e via dicendo. Ma c’è anche un’aria di rinnovamento che parte dalle donne: Noirin Linch, è la responsabile dell’ufficio centrale per la catechesi e Paula McKeown è la direttrice della Living Church di Belfast, un organizzazione creata per rilanciare i cammini di fede, in particolare quelli per i bambini.

A Dublino Papa Francesco parlerà dettagliatamente di “Amoris laetitia” la sua esortazione apostolica sull’amore della famiglia, del 2016.  Il testo parla di verità e misericordia, della bellezza e della gioia del matrimonio, parla dell’ accoglienza verso chi vive situazioni affettive fino ad oggi considerate come ‘irregolari’ nelle parrocchie e  nei documenti ufficiali. La Chiesa che Papa Bergoglio vorrebbe cioè “un ospedale da campo”  ha bisogno di legami forti, di aperture e non chiusure nei confronti del mondo che cambia. Solo così  la Chiesa secondo il papa argentino, può incontrare gli uomini così come sono, e annunciare il Vangelo.

Eduardo lubrano

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