La leva militare

La leva militare
Europa ed Eritrea. Due facce dello stesso problema. la maggior parte dei paesi europei aderenti alla NATO aveva abolito la leva obbligatoria come conseguenza della cessata minaccia “dell’orso sovietico”, preferendo diminuire le spese militari a favore di un esercito composto solo da professionisti. Anche diverse repubbliche ex sovietiche avevano optato per questa soluzione una volta ottenuta l’indipendenza. Il discorso in Europa non riguarda la Gran Bretagna che dal 1963 aveva scelto di professionalizzare le sue forze armate. Le cose però stanno cambiando. Un pò per la minaccia terroristica che oltre a servizi di intelligence sempre più moderni, fanno propendere molte nazioni per avere un esercito nuovamente importante da un punto di vista numerico per affiancare il lavoro delle forze di polizia. Ed un pò, per le nuove mire espansionistiche della Russia che hanno fatto reintrodurre la leva a diversi stati baltici per esempio ed a molte delle nuove repubbliche sorte dopo la fine dell’URSS nel 1991. Francia e Germania ci stanno pensando, così come anche in Italia si aspettano i movimenti in questo senso delle grandi nazioni del Vecchio Continente. Danimarca e Norvegia (che non è nella UE) hanno piccole quote di reclutamento, la Finlandia idem. In Grecia la leva è obbligatoria, in Spagna è stata abolita come in Olanda. In alcuni di questi paesi esiste il servizio civile.
In Eritrea invece il servizio militare è una delle ragioni per cui la maggior parte dei giovani scappa dal paese del Corno d’Africa. E questo fa sì che una gran parte dei cosiddetti “migranti” di cui si parla tanto in questi anni provengano da lì. Isaiaas Afewreki che regge il paese dal 1993 (dopo una lunghissima e sanguinosissima guerra civile seguita alla battaglia per l’indipendenza dall’Etiopia), ha militarizzato l’Eritrea che oggi è considerato uno dei paesi più poveri al mondo ed uno di quelli dove le violazioni dei diritti umani sono all’ordine del giorno e particolarmente violente. Tutti i cittadini eritrei uomini e donne dai 17 anni in su sono costretti al servizio militare permanente. Fino ai 60 anni è praticamente impossibile ottenere un passaporto perché bisogna servire il paese sotto le armi. Oppure se si hanno soldi, si può corrompere qualche militare per scappare. Ma lo stipendio di un militare va dai 30 ai 40 euro al mese. Lo spionaggio è una pratica quotidiana, casa per casa, finestra per finestra pur di ottenere un qualche minimo vantaggio dal regime. Nei primi sei mesi del 2018 sono stati oltre 2200 gli eritrei arrivati in Italia, il secondo gruppo più numeroso.
Eduardo Lubrano

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