La legge violata e calpestata

La legge violata e calpestata

A Sandra Zampa, prima firmataria della legge 47/2017 sui “minori stranieri non accompagnati”,  ex Vicepresidente della Commissione parlamentare per l’Infanzia e l’Adolescenza (2013-2018) e storica portavoce del Professor Romano Prodi abbiamo posto qualche domanda sulla vicenda della nave “Diciotti”

D-  In un caso come quello della nave Diciotti, che cosa prevede la legge ? Quali sono state le violazioni nelle quali è incorso chi ha deciso per lunghe ore di impedire ai minori di scendere?

R- La legge cui facciamo riferimento stabilisce con nettezza un principio generale. Dice che questi ragazzi, ragazze e persino bambini sono titolari degli stessi diritti dei coetanei di cittadinanza italiana. Non ci devono essere disparità di trattamento tra loro. Lo stato italiano potrebbe lasciare propri cittadini minori per età prigionieri di una nave, in promiscuità con gli adulti e magari, come nel caso della Diciotti, con rischi per la salute?  Credo che non ce lo sogneremmo neppure per un attimo e che se accadesse assisteremmo a una rivolta della società e a un immediato intervento del Garante dell’infanzia e della magistratura minorile. Eppure, invece, ciò avviene. Proprio per questo la legge 47 ha preso atto che questi ragazzi, cui facciamo riferimento usando la sigla di msna (minori stranieri non accompagnati) hanno bisogno di una tutela in più in ragione della loro maggiore vulnerabilità e dell’assenza al loro fianco di genitori, parenti o adulti di riferimento che possano tutelarli o rappresentarne gli interessi.

 In questo caso- mi riferisco al confino sulla nave- la legge stabilisce senza incertezze il divieto assoluto di respingimento, la necessità di avviare immediatamente una procedura di identificazione con modalità ben precise che le norme indicano, la nomina di un tutore e l’accoglienza in strutture riservate ai minori.  In caso di dubbi fondati circa la loro età è la Procura presso il tribunale per i minorenni ad avere l’ultima parola.

La violazione di una legge dello stato consegna alla magistratura l’accertamento delle responsabilità e l’avvio delle conseguenti azioni.  Ma nel caso specifico anche la Corte europea di giustizia dei diritti dell’uomo , se interpellata, avrà molto da dire al riguardo. Si consideri che la legge 47 dice che ai minori stranieri soli deve essere di fatto riconosciuto lo status di “richiedente asilo” senza valutazioni di situazioni individuali, caso per caso. Con l’aggiunta che le ho detto: dal tutore alla tipologia di accoglienza.

D- Oltre a quello che stiamo vedendo in queste ore, quanto rischia di pesare la posizione del governo sull’immigrazione nell’applicazione di una legge complessa come la 47/2017, che interviene su diversi aspetti tecnico-giuridici? Lei teme altre barricate ideologiche da parte del governo?

R- La legge 47 ha uno straordinario valore perché ha superato ideologie e, almeno in parte, divisioni partitiche. Con qualche eccezione (lega Fratelli d’Italia) e defezione (in Forza Italia) fu tutto il parlamento ad approvarla nel 2017. Tra i colleghi che collaborarono con me alla sua approvazione ricordo certamente esponenti dei 5 stelle. Le dichiarazioni di voto e i tabulati della votazione con cui in terza lettura la legge fu approvata in via definitiva alla camera dei deputati sono rintracciabili con facilità. Non credo che oggi i grillini, a partire dal Presidente Fico, possano fare dietrofront. Ma questa unità di intenti venne individuata in occasione dell’approvazione della legge perché le norme di cui parliamo affrontavano un problema reale, con cui sindaci e amministratori di ogni colore politico, erano costretti a fare i conti. Quando la realtà si scontra con l’ideologia, l’affermazione della prima sulla seconda non tarda ad arrivare.

La legge Zampa è stata approvata in via definitiva il 29 marzo 2017 ed è entrata in vigore il successivo 6 maggio. Si è trattato di un balzo in avanti del nostro Paese in materia di diritti civili, certificato dal plauso entusiasta dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR): “L’Agenzia esprime soddisfazione per l’approvazione definitiva della legge contenente disposizioni in materia di protezione dei minori stranieri non accompagnati. La nuova legge segna un passo in avanti importante nella protezione dei minori in Italia, contribuendo ad armonizzare la normativa e consolidando principi e procedure essenziali”.

Questo prezioso lavoro,  andando a sanare una serie di gravi criticità pregresse in materia di tutela dei minori stranieri non accompagnati,  ha ottenuto un risultato quantificabile “nell’ordine di diverse centinaia di milioni di euro”: la chiusura della procedura d’infrazione aperta contro l’Italia nel 2013. La persistenza della situazione pre-legge Zampa avrebbe infatto portato l’Italia verso una salatissima sanzione da parte della Corte di Giustizia.

La stessa Sandra Zampa, parlando in aula, ha affermato con pragmatismo che “questa legge non è frutto di buon cuore, certo risponde a esigenze umanitarie, ma mette ordine nelle procedure, crea un sistema, assegna risorse, fissa regole. Ci sono voluti tre anni per arrivare a questa giornata (l’iter era inziato nel giugno 2014, n.d.r.), ma ora siamo i primi in Europa, e questo non è solo un fatto di cui essere orgogliosi perché rende giustizia alla nostra storia di fondatori dell’Unione, ma rappresenta anche una conquista da spendere ai tavoli di confronto europei e internazionali”

D- Nella tempesta d’odio in cui ci troviamo, come spiegare ai cittadini che l’accoglienza, se ben organizzata, è un’opportunità? Da dove partire?

R- Occorre partire dalla realtà ma soprattutto dalla verità dei dati, e dalle buone pratiche. Ci sono esperienze straordinarie che spazzano via menzogne e pregiudizi. Occorre inoltre, anzi è indispensabile, che la società si adoperi, almeno quella parte della società che è consapevole che l’unica cosa di cui avere paura è la paura stessa. Si teme ciò che non si conosce e gli immigrati sono per lo più circondati dalla diffidenza che accompagna ciò che non ci è familiare. Occorre però superare la logica emergenziale, adottare la massima trasparenza, organizzare in modo razionale ed efficiente il sistema dell’accoglienza e non lasciare chi viene accolto senza occupazione e senza doveri nei confronti della comunità che lo accoglie. Occorre citare i dati demografici che per l’Italia sono spaventosi ma soprattutto aprire canali legali per chi vuole emigrare. Credo che sia stato molto facile costruire una narrazione negativa sui migranti fondandola su immagini televisive o titoli di giornali e siti che quotidianamente trasmettono l’impressione di un paese assediato. Come si fa a pensare che 177 persone rappresentino un problema per una delle dieci potenze del mondo?

In tutti gli Stati europei è in continua crescita il consenso delle forze politiche cosiddette sovraniste. Questo condiziona spesso anche l’atteggiamento di governi, coalizioni e singoli partiti che normalmente non avrebbero posizioni di chiusura verso il tema dell’accoglienza ai migranti. Il motivo risiede nella capacità dei sovranisti di conquistare consenso anche in quei settori dell’elettorato moderato che ammette di non avvertire l’immigrazione come una minaccia immediata.

D- Qual è secondo lei il punto debole dei partiti moderati europei?

 R- Più di tutto la timidezza nell’affrontare il tema e l’incapacità di costruire un progetto comune fondato sulla speranza e la possibilità di un mondo migliore. La frammentazione e l’incapacità di parlare una sola lingua in Europa fanno il resto: occorre fare squadra e lavorare insieme.

 Il vertice europeo “sui migranti” dello scorso giugno ha visto una netta vittoria del gruppo Visegrad. Sull’immigrazione gli interessi di Orban e compari sono antitetici a quelli dell’Italia. Tuttavia, il governo italiano ha allegramente parlato di un ottimo risultato anche per l’Italia.

D- Secondo lei, c’è in Italia un’adeguata attività di contrapposizione alle fakenews su questi temi così delicati e al contempo tecnicamente difficili da trattare?

RNo, io credo che la gigantesca campagna di odio alimentata dalle false notizie, una vera e propria macchina sempre al lavoro, non abbia trovato una risposta adeguata. Non l’ha trovata sui social che stanno diventando la principale fonte di informazione di una società sempre più sprovvista di capacità critica e delle conoscenze necessarie a comprendere fenomeni e giudicare  e soprattutto dei giovani, ma la risposta  non è arrivata neppure dai media “tradizionali” troppo influenzati a loro volta dai social. Al contrario l’informazione ha molte responsabilità in relazione alla narrazione della migrazione. Basta vedere come stiamo raccontando la vicenda della Diciotti: parliamo di 177 persone e siamo una delle prime dieci potenze del mondo. Siamo al grottesco. Nulla viene più spiegato, nessuna affermazione che arrivi da esponenti politici viene accompagnata da dati e informazioni oggettive indispensabili a capire e “farsi un’idea”. Quando un giornalista affronta fenomeni complessi come l’immigrazione (e al tempo stesso “delicati” perché hanno a che fare con il destino di donne, uomini, ragazzi e persino bambini) dovrebbe essere obbligato ad accompagnare la propria narrazione da dati di contesto, da comparazioni e da numeri oggettivi. Si confondono minori, richiedenti asilo, profughi, immigrati per ragioni economiche ed è incredibile che alla fine non si disponga mai di un dato aggiornato e incontestabile. Si lasciano dire fandonie incredibili come quelle sui “falsi minori” che verrebbero protetti anche quando sono addirittura “stempiati” per ragioni anagrafiche, sui “violentatori” di donne bianche che a loro volta aspirano a “stupri”, sui terroristi confusi nella folla di fuggiaschi sui gommoni. Mi sono spesso molto meravigliata che l’Ordine professionale dei giornalisti, di cui faccio parte, non abbia sentito il dovere di intervenire con censure. Badi bene: una cosa è esprimere le proprie opinioni altro è ingannare l’opinione pubblica.

D- Stampa, intellighenzia e politica stanno facendo compiutamente il loro dovere o c’è una tendenza a giustapporsi alla narrazione gialloverde?

 R-  Mi pare che la vicenda della Diciotti abbia risvegliato intellettuali, artisti e società. Credo che Salvini non abbia preso in considerazione le conseguenze impreviste delle proprie azioni: strafare, come lui sta facendo in queste ore, produce effetti contrari a quelli che ci si era proposti. Basti pensare al clima di odio che si va creando nel Paese e alle tensioni che si vanno manifestando a Catania. Davvero Salvini è convinto che le persone, anche le più indifferenti  alle ragioni umanitarie, abbiano interesse ad avere la propria vita disturbata da manifestazioni, interventi della polizia, risse? E quanto costa tutto questo? Quanto costa la polizia in assetto antisommossa schierata al porto di Catania oggi, in un altro porto domani? O difronte alle prefetture o ai centri di accoglienza? Tuttavia non penso che possiamo attendere che maturi nella società a causa degli errori e degli orrori commessi da chi governa, una opposizione e l’urgenza di costruire un’alternanza. Penso che occorra fare di più e che soprattutto da parte di intellettuali e soprattutto degli artisti debba e possa arrivare un contributo alla riflessione su questo tema. Da “ulivista” il mio ricordo è che proprio dalla società arrivò alla politica uno straordinario contributo a costruire un’alternativa. Fu così che, a dispetto delle previsioni e dei sondaggi, furono vinte le elezioni. Dalla società occorre ripartire anche oggi.

 Mauro Pasquini

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