Il segreto di Montepulciano

Il segreto di Montepulciano

La Toscana vi stupisce ogni volta come fosse la prima: qui hai la possibilità di tornare in epoche antiche.

Prendiamo così, a caso, Montepulciano e la sua Fortezza Medicea. Per gli appassionati del viaggio e della scoperta di luoghi inconsueti e delle loro molteplici storie, la Fortezza è una fonte di sorprese.

L’ultima ricostruzione è attribuita all’architetto Antonio da Sangallo il Vecchio, per cui l’appellativo di “medicea”. La costruzione architettonica sovrasta la città e dal suo interno si possono ammirare i panorami della Valdichiana e della Valdorcia. Le prime notizie risalgono all’VIII secolo e parlano del Castrum Politianum. Questo, situato in un punto strategico, veniva usato per difendere la città e tenere d’occhio i nemici nelle valli circostanti. E’ una Fortezza vera e propria che nel 1261 raggiunse l’aspetto attuale. Nel corso di tutti questi secoli ha subito numerosi cambiamenti e di conseguenza anche l’uso che se ne è fatto ha cambiato a seconda delle epoche e delle relative esigenze. Utilizzata come avamposto militare, questa funzione decadde dopo il terremoto del 1614 e la fine delle discordie fra senesi e fiorentini. Ristrutturata nel XIX secolo, la Fortezza ospitò lo Stabilimento Bacologico di Francesco Saverio Melissari che adibì le stanze interne all’allevamento del baco da seta.. Nel 1935 il sito tornò al Comune di Montepulciano. Dato il suo valore artistico e architettonico, viene usato come centro culturale.

La stagione fredda è in arrivo, si aprono la cappa dei camini ed ecco che nel centro appare il calderone di rame. Cosa succede se mettiamo insieme pane, cavolo nero e fagioli? Piano piano nasce la ribollita, una zuppa tipica della Toscana che scalda corpo e cuore. E’ un piatto povero di origine contadina, che veniva appunto ri-bollito nei giorni successivi, perché dovete sapere che la vera zuppa si riscalda due volte! Tutti i suoi ingredienti stanno lì a macerare e a scaldarsi più volte, e sempre di più sprigioneranno tutti i loro sapori, anche quelli più nascosti.

La ribollita più buona della Valdorcia si mangia  in una trattoria nel centro storico di Montepulciano. Salendo verso il pieno centro le stradine sono impregnate di odori di cipolla soffritta,( perché così il piatto ha un tocco in più ), di sedano, di carota e ovviamente di rosmarino… perché un rametto è d’obbligo mentre si preparano i fagioli. Il tutto deve essere accompagnato da un buon vino rosso, il Vino Nobile di Montepulciano DOCG. E’ uno dei vini più antichi d’Italia se pensate che per la prima volta se ne parlò nel lontano 789 ( prima dell’anno mille, sia ben chiaro).

Se hai un po’ di immaginazione e se ti lasci coinvolgere dalla sua cucina che sprigiona sapori da tutti i pori e ti lasci andare per stradine, viottoli e vallate, è molto facile perdersi tra storia e memoria e desiderare, per un attimo, di non voler tornare più indi

Maria Noce Forti

Questo progetto web utilizza la tecnologia 'cookies' per migliorare l'esperienza generale del Sito. I Cookies sono piccoli file testuali mantenuti sul proprio computer o dispositivo. Ci permettono di assicurarti la miglior esperienza di navigazione possibile e di capire come utilizzi il nostro sito. Questo messaggio di avviso ti viene proposto in base alle nuove normative sui diritti utenti nelle comunicazioni e servizi web, sui dati personali e la protezione della privacy. more information

Questo progetto web utilizza la tecnologia 'cookies' per migliorare l'esperienza generale del Sito. I Cookies sono piccoli file testuali mantenuti sul proprio computer o dispositivo. Ci permettono di assicurarti la miglior esperienza di navigazione possibile e di capire come utilizzi il nostro sito. Questo messaggio di avviso ti viene proposto in base alle nuove normative sui diritti utenti nelle comunicazioni e servizi web, sui dati personali e la protezione della privacy.

Chiudi Popup