Il PD in piazza, alla ricerca di se stesso

Il PD in piazza, alla ricerca di se stesso

Il PD chiama l’Italia a scendere in piazza “contro l’odio”. L’appuntamento è per il 29 settembre a Roma.

Una manifestazione giusta, doverosa, caso mai tardiva. Sbaglia chi pensa che non sia il momento. Di tatticismo si muore. Del tatticismo fiacco, caotico, disperso in mille rivoli com’è stato quello della quasi del tutto afona opposizione al governo gialloverde, si muore male e subito.

Prima di tutto, dimostrare di esistere. Sbaglia, è bene ripeterlo, chi sta alla finestra a guardare la piena del populismo passare. Non si fermerà da sola. Già ora “entra nelle nostre stanze e le brucia”.

Ma sbaglia altrettanto chi pensa di potervi trovare l’inizio di un qualche percorso politico da spendere nelle future arene elettorali. Il PD chiama a raccolta le donne e gli uomini d’Italia che non ci stanno a vedere l’odio seppellire la nostra civiltà, ma è stanco, sfibrato da brucianti sconfitte elettorali e da divisioni interne fratricide.

Dunque, un passo alla volta. Unirsi contro il comune nemico, ossia l’odio e chiunque dell’odio si nutre. Far sentire che esiste un’altra Italia, che vuole affrontare il futuro e provare a plasmarlo, senza scappare e rinchiudersi nel suicida bunker ideologico della paura del mondo e degli altri.

Ma non bisogna illudersi, mai e poi mai, che sgomberata la piazza, risposto l’entusiasmo e rientrati in casa, ci si possa risvegliare l’indomani mattina con una nuova creatura politica bell’e pronta, tirata fuori dal cappello magico dell’ennesima unione contro qualcosa.

Soprattutto, sarà un flop anche in presenza di una piazza gremita, se tutta l’energia raccolta verrà convogliata contro Salvini e non contro il M5S. In primo luogo perché si colpirebbe nel segno solo per un terzo, in quanto il M5S alle elezioni ha preso quasi il doppio della Lega e politicamente ne rappresenta nel migliore dei casi una corrente maggioritaria, non di certo un’alternativa.

In secondo luogo perché sarebbe difficile fugare i dubbi che l’indulgenza verso i grillini non celi in realtà la volontà di svendere il riformismo in cambio di scranni futuri.

Tra coloro che promuovono la manifestazione del prossimo 29 settembre, c’è un deficit mortale di reciproca tolleranza politica. Non basterà una piazza a guarire questa gravissima patologia.

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