Il Ministero smentisce il Ministro

Il Ministero smentisce il Ministro

Uno studio dell’Istituto Cattaneo spiega come l’Italia sia il Paese dove maggiore è il divario tra realtà e percezione su questo tema. Un esempio delle cifre agghiaccianti messe in chiaro dallo studio ci dice che gli immigrati extra-europei presenti nel territorio italiano sono il 7% della popolazione totale, ma più del 70% degli italiani ritiene che siano il quadruplo.

Nella filiera del falso giornalistico, l’immissione in circolo di fake news è solo l’ultimo step. A monte vi è un sistematico lavoro di omissione di dati tecnici, teso a mantenere in essere nei lettoridei dei media ampie lacune nella visione d’insieme dei fatti, entro le quali la creatività dei produttori di fake news trova tutto lo spazio che serve per insinuarsi e mettere radici.

Sentiamo continuamente parlare a voci quasi unificate di “emergenza sbarchi”. In una tale narrazione il produttore di fake news può facilmente infilarci dentro il concetto di “invasione”. Ma se chi fa informazione mettesse in primo piano i dati scientifici, cioè la realtà, tutti potremmo vedere che secondo lo stesso Ministero dell’Interno, proprio quello guidato da “Capitan” Salvini, nel 2018 sono sbarcati in Italia 19.805 migranti, contro i 181.436 del 2016 e i 119.369 del 2017. Gli stessi dati dicono che il trend di forte diminuzione nel 2018 rispetto al 2017 era già in corso nei mesi di febbraio, marzo, aprile e maggio, ossia prima dell’entrata in carica dell’attuale governo.

 

Fonte: Dipartimento della Pubblica sicurezza

 

L’emergenza sbarchi dunque non esiste, è di fatto un falso problema. Termini come emergenza e invasione rispetto a questo tema sono  da evitare, in quanto falsi, fuorvianti, ingannevoli. La semplificazione giornalistica, l’esigenza delle frasi che restino impresse sono comprensibili ma diventano dannose ed ingannevoli quando il giornalista si renda conto di quale situazione si sta creando nell’opinione pubblica.

Eppure il Ministro dell’Interno Matteo Salvini smentisce ogni giorno il Ministero da lui diretto, parlando ininterrottamente di emergenza, invasione, difesa dei confini nazionali, come se fossimo in guerra. Poi però, eccolo inciampare davanti alla gestione di 177 migranti. Arroganza, inettitudine, pancia e paura, odio e ignoranza, da nobilitare brandendo il Vangelo. Solo che non siamo nel “Nome della Rosa” di Eco, ma nell’Italia gialloverde di Salvini e del “segugio” Di Maio. Nel frattempo, la vera omissione di confronto con la realtà va in porto alla grande: bye bye abolizione Fornero, reddito di cittadinanza e flat tax.

Ma quello che più rappresenta un sintomo dell’involuzione culturale del nostro Paese è la trasformazione di gran parte del mondo dell’informazione in un mega Istituto Luce, in un gigantesco tappeto rosso srotolato con zelo assoluto sotto i pochi, goffi, dannosi passi dell’esecutivo pentaleghista. Quasi nessuno che ribatta con dei dati o che chieda cifre, riscontri tecnici. Nulla. Grandi chiacchierate, se non addirittura monologhi. Il frontman in particolare è sempre di più uno sciuscià di corte.

Molti sedicenti battitori (o battutisti)  liberi, sarcastici con tutti e indulgenti col governo, si esibiscono ormai da mesi in un inchino perpetuo, senza più dare segnali di autonomia, dignità, amor proprio. Per non parlare poi degli pseudo-castigatori dei potenti, divenuti House Organ del governo. E’ un fatto, che vediamo tutti i giorni. Un fatto quotidiano, “diciamo”.

Questa perversa complementarità tra politica della paura e media asserviti è la causa della patologica percezione dell’immigrazione come emergenza nazionale.

Siamo di fatto all’ipnosi di massa.

 

 

 

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