Il “mercato del lavoro”: concorsi truccati e bustarelle

Il “mercato del lavoro”: concorsi truccati e bustarelle

Concorso truccato per entrare nell’Esercito e nelle Forze dell’Ordine, scoperto dalla Guardia di Finanza di Napoli. I candidati venivano contattati da intermediari che in cambio di 15mila euro fornivano le risposte ai quiz del concorso per volontario in ferma di 4 anni.

Variegata la gamma degli indagati: un sindacalista dipendente civile del Ministero della Difesa, quattro militari dell’Esercito, uno della Capitaneria di Porto, un ispettore in congedo della Guardia di Finanza, un Colonnello e un Generale a riposo e il titolare di una scuola di formazione.

Nulla di nuovo. L’ennesimo caso di una lunga serie. Nel 2107, ancora nel napoletano, fu scoperto addirittura un prezzario per entrare nell’esercito: 50mila euro per superare con certezza il test d’ingresso, 20mila per avere le risposte del quiz in anticipo, 15mila per quella che il procuratore aggiunto di Napoli, Alfonso d’Avino, definì una formula “assicurativa”. Cioè, se il candidato non passava, l’importo era interamente rimborsato. In fondo alla lista delle “offerte personalizzate”, i modici 3-10mila euro per superare prove specifiche o esami attitudinali.

Ma non solo Napoli e non solo Esercito. Trattasi di un malcostume italiano  “interdisciplinare” che non conosce geografia e soprattutto non conosce vergogna. Nel foggiano si è toccato la vetta: l’anno scorso un uomo ha pagato 5mila euro un sindacalista per ottenere un posto in un’azienda locale. Avete letto bene. Com’è finita? Questa disdicevole filiera del clientelismo è stata ritenuta penalmente irrilevante dal Gip, che ha candidamente archiviato l’indagine. Poi ci stupiamo se il reddito di cittadinanza porta milioni di voti.

Ma dicevamo, Napoli, Foggia, attenzione però, non  solo sud!

Nel 2013, a Monza, alcuni sprovveduti in cerca di facili scorciatoie sono incappati in una truffa nella truffa, dalla quale sono usciti a bocca asciutta e “alleggeriti” di un bel po’ di euro. Hanno sborsato 20mila euro per un posto fisso alle Ferrovie o alle Poste; “vecchie glorie” che funzionano sempre, in barba alla flessibilità. Peccato però che le due signore residenti nel monzese, che promettevano mari e monti, millantando di conoscere Assunta Almirante (e quindi?) e Susanna Camusso, fossero solo due truffatrici.

Prima le famiglie si dissanguavano per investire nell’istruzione dei figli, nella speranza di dare loro un futuro migliore. Oggi abbiamo bypassato la parte intermedia: dalla famiglia direttamente al “mercato del lavoro”.

Red

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