Il governo dei dietrofront

Il governo dei dietrofront

Ennesimo dietrofront del governo sui vaccini nel giro di 24h. Praticamente il dietrofront di un dietrofront. Dopo aver solo ieri cancellato la norma introdotta dalla grillina Paola Taverna che consentiva l’accesso nelle scuole dei bambini non vaccinati, provocando le felicitazioni generali di tutto il mondo sanitario, oggi il governo ha in animo di prorogare fino a marzo la possibilità di presentare i certificati ASL che documentino le avvenute vaccinazioni, scaricando sui presidi l’onere di accettare o meno le autocertificazioni e sui genitori il compito di essere controllori e controllati allo stesso tempo. Risultato: caos totale e sfregio del concetto stesso di “pubblica autorità”.

A quanto pare è bastato il rischio di perdere l’appoggio dei novax e qualche migliaio di like sui social, per convincere il governo Salvini-Di Maio a rimettere nuovamente a rischio la salute dei bambini italiani.

In queste ultime ora il sapere scientifico è nuovamente sacrificato sull’altare della propaganda. Prima il consenso, poi la salute. E le prime vittime sono quei cittadini ai quali chi governa dovrebbe pensare di più: i bambini.

Tutto questo accade mentre il Riesame accoglie la richiesta della Procura di Genova di sequestrare i 49 milioni che la Lega ha sottratto indebitamente. A questa sentenza, il Ministro dell’Interno, difensore della legalità secondo la Costituzione, risponde in sostanza che ciò non possibile perchè il malloppo non c’è più; nel silenzio consenziente dei grillini, passati in un niente da gridare “onestà” a praticare “omertà”.

Questo governo sarà ricordato come il più dannoso e rumoroso nulla della nostra storia repubblicana.

Su tutte le questioni principali, dall’ILVA ai vaccini, dalla gestione migranti ai conti pubblici, la campagna elettorale violenta, denigratoria, spesso intimidatoria, condita con promesse a cui solo un misto di tifo e odio poteva dar credito, si è miseramente infranta contro la realtà. Laddove si è individuata una soluzione, lo si è potuto fare solo riprendendo il percorso che i precedenti governi Renzi e Gentiloni avevano portato avanti, circondati dalla continua grandinata di attacchi strumentali mossi dalle larghissime intese dello status quo, la cui miopia di ieri è oggi un problema di tutti.

Il governo del cambiamento sta cambiando soprattutto se stesso.

Mauro Pasquini

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