In pericolo la libertà d’informazione

In pericolo la libertà d’informazione

Il Presidente Rai Marcello Foa prende tempo, rimanda la convocazione del Consiglio, bloccando così il CdA e conseguentemente impedendo la nomina di Giuseppina Paterniti al TG1, come desidera la Lega. L’ex corrispondente da Bruxelles è infatti considerata troppo europeista dal partito di Salvini, e il presidente “di garanzia” Foa corre subito ai ripari, ed ecco che in mattinata sarebbe arrivata la nomina di Federica Sciarelli al TG1, gradita al M5S e non sgradita alla Lega. Vedremo se il nome sarà ratificato dal CdA mercoledì prossimo.

Da questa vicenda da repubblica delle banane risulta evidente che Foa non garantisce alcun pluralismo. Ma questa non è l’unica considerazione da fare. Da questi primi mesi di governo abbiamo visto come Lega e M5S siano rapidissimi a far ingoiare ai rispettivi elettorati anche i rospi più indigesti, ma quando si tratta di spartire poltrone e non c’è un accordo allora tutto si ferma, alla faccia del servizio pubblico e dei cittadini. Dunque, assenza di pluralismo e spartizione di poltrone. Niente male per un “governo del cambiamento”!

Una situazione che rappresenta un grave vulnus per la libertà di informazione, soprattutto considerando l’attitudine del presidente Rai a diffondere fake news che alimentano odio contro le istituzioni, soprattutto europee, e odio razziale. Un’attitudine che non è passata inosservata alla stampa estera. Ma non è tutto. Interpellato da noi su questo tema, il deputato  Marco Di Maio afferma che “esiste un pericolo per due motivi. La sistematica demolizione da parte della maggioranza di tutti coloro che osano muovere critiche o opporsi al governo, con attacchi personali tesi a screditare le persone e non a confrontarsi sul piano delle idee. E poi la volontà di azzerare ogni forma di sostegno pubblico all’editoria che farebbe scomparire o ridimensionerebbe fortemente centinaia di testate giornalistiche, nazionali e locali, quotidiane e periodiche, che contribuiscono ad assicurare il pluralismo dell’informazione necessario per ogni democrazia compiuta.

Al dem Marco Di Maio abbiamo chiesto conto anche delle  affermazioni fatte da Matteo Renzi alla Leopolda e rilanciate da molti esponenti PD nei giorni seguenti, su eventuali irregolarità in Commissione Vigilanza al momento dell’elezione di Foa. Ci ha risposto che “il Presidente della Rai è stato eletto dopo un patto tra Matteo Salvini, Luigi Di Maio e Silvio Berlusconi (senza il quale non ci sarebbero stati i numeri necessari); abbiamo ragione di temere che, per assicurare che tutti i consiglieri coinvolti rispettassero il patto sottoscritto, siano stati indotti in alcuni casi a segnare il proprio voto a riprova del fatto che il patto fosse stato rispettato. Ed è grave che i Presidenti di Camera e Senato non accettino la nostra richiesta di far luce su questa ipotesi”.

Mauro Pasquini

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