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Cos’è la povertà energetica: l’Italia

Circa 5 milioni di persone in Italia, l’11% della popolazione, ha difficoltà ad acquistare un paniere minimo di beni e servizi energetici o ha la necessità di utilizzare risorse familiari superiori a quanto socialmente desiderabile per acquistare tali servizi. Questa è la definizione generalmente accettata per definire la povertà energetica. Un problema mondiale.

Qualche cifra

Nel mondo 2,8 miliardi di persone non hanno accesso a fonti di energia pulita ed affidabile; 1,8 miliardi non hanno proprio accesso ad alcuna forma di energia. In Europa 50 milioni di persone non hanno una forma adeguata di energia. Ad oggi, il 20 per cento della popolazione mondiale non ha accesso all’elettricità e una percentuale ancora maggiore deve fare i conti con ripetute interruzioni di corrente. Sono i poveri energetici. Se ne è parlato nella giornata di approfondimento promossa da Canale Energia e sostenuta da Adiconsum :“Luce sulla povertà energetica”.

Forme di energia pulita, affidabili e rinnovabili

Una forma di energia è pulita quando non inquina l’ambiente. Non solo: una forma di energia pulita può essere anche inesauribile. Al contrario basta pensare al carbone, al petrolio o al gas: i processi che sfruttano questi materiali producono scorie tossiche inquinanti e tali risorse energetiche, sfruttate per anni e anni, sono destinate all’esaurimento.

La natura ha un suo sistema energetico pulito. Gli elementi che utilizza sono l’acqua, il vento, il calore e la luce. La più nota tra le forme di energia pulita è quella del sole che sfrutta la luce del Sole per produrre calore ed elettricità, grazie a pannelli fotovoltaici di diverso tipo. La quantità di energia solare che arriva sul suolo terrestre è circa 10.000 volte superiore a tutta l’energia usata dall’umanità nel suo complesso.

L’energia eolica sfrutta la forza del vento (energia cinetica) grazie alle cosiddette ‘pale eoliche’. Un po’ come le pale di un antico mulino a vento. Gli impianti oggi installati sul nostro territorio hanno evitato di emettere CO2 nell’atmosfera per un totale di 2.600.000 tonnellate annue.

L’energia idroelettrica sfrutta l’energia derivante dalla forza meccanica dell’acqua. L’energia idroelettrica viene ricavata dal corso di fiumi e di laghi grazie alla creazione di dighe e di condotte forzate. È energia pulita e rinnovabile, anche se nella costruzione di dighe e grandi bacini artificiali bisogna fare grande attenzione all’ecosistema della zona. La produzione di energia idroelettrica può avvenire – ed in Italia è la principale alternativa alle fonti fossili –  anche col moto ondoso, delle maree e delle correnti marine.

L’energia geotermica lavora con il calore terrestre delle profondità della terra o in prossimità di formazioni vulcaniche. In alcune particolari zone si possono presentare condizioni in cui la temperatura del sottosuolo è leggermente più alta della media, un fenomeno causato dai fenomeni vulcanici o tettonici.

Energia termica e biomasse: sfrutta il calore dei corpi riscaldati al sole oppure utilizza la combustione di materiali naturali di origine animale e vegetale. Nel corso della giornata “Luce sulla povertà energetica” sono state avanzate alcune proposte per ridurre il problema :

Tariffe

urgente una loro revisione. La tariffa elettrica va semplificata e sfrondata di tutto ciò che non è attinente al consumo, riducendo il peso di alcune componenti e/o trasferendole alla fiscalità generale. Da qui bollette più leggere soprattutto per le fasce più vulnerabili della popolazione.

Bonus sociale: occorre semplificare, automatizzare l’accesso al bonus sociale, ampliare la platea degli aventi diritto. Come confermato anche dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, così com’è il bonus sociale è troppo farraginoso ed è accessibile da pochi.

Fondo sociale: realizzazione di un Fondo per la povertà energetica, alimentato ad es. con gli arrotondamenti annuali delle bollette (giacenze di fine anno)

Efficienza energetica: è la chiave di volta per contrastare la povertà energetica. Partendo dalla riqualificazione del patrimonio edilizio pubblico, occupato per lo più proprio dalle persone meno abbienti, è possibile ottenere più efficienza energetica e quindi risparmio energetico, più lavoro, più investimenti, maggiore valorizzazione del patrimonio pubblico.

Nuove tecnologie: l’uso delle nuove tecnologie è fondamentale per contrastare la povertà energetica. Il loro utilizzo per gli interventi di riqualificazione energetica sia pubblica che privata, permette di realizzare quel risparmio energetico e quell’efficienza energetica in grado di consentire a tutti di accedere all’energia.

Economia circolare: realizzare un circolo virtuoso, una cultura del non spreco, in cui tutto quello che si crea, si trasforma e si riusa, è determinante nel contrastare la povertà energetica

Gruppi di acquisto: l’acquisto di energia da gruppi d’acquisto può dare un contributo all’abbassamento della propria bolletta elettrica.

Campagne di informazione/formazione sull’efficienza e sul risparmio energetico: spiegare ai consumatori come risparmiare energia, aumentando l’efficienza energetica. significa non sprecare, non inquinare, pagare di meno.

Eduardo Lubrano

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