Fred e Donald Trump

Fred  e Donald Trump

Il padre dell’attuale Presidente USA, morto nel 1999, è tornato agli onori della cronaca in questi ultimi giorni in seguito a un’inchiesta del New York Times, secondo la quale “l’ex umile carpentiere” diventato un potente costruttore, attraverso alcuni magheggi fiscali avrebbe riversato centinaia di milioni di dollari nelle tasche del figlio, evadendo il fisco e facendo del vulcanico Donald il tycoon che oggi tutto il mondo conosce. Una storia che, se confermata, minerebbe uno dei pilastri dell’immagine mondiale dell’attuale inquilino della Casa Bianca, quella di self-made man per antonomasia, che grazie solo al suo talento e al disprezzo per l’insuccesso è arrivato in cima al mondo. L’uomo forte, che vince e sistema le cose. Una figura che funziona e attrae quando dilaga il disagio sociale, come nella provincia americana abbandonata a se stessa o nella middle class falcidiata dalla crisi.

Ma chi era davvero Fred Trump?

Innanzitutto, a differenza del figlio, era un autentico self-made man. Molto prima di diventare il costruttore che ha trasformato Brooklyn, il Queens, Coney Island, arrivando a costruire 27mila appartamenti, è stato davvero un carpentiere.

Sebbene fosse diventato ricchissimo, è rimasto sempre un uomo spartano. La sua ricchezza è stata stimata in quasi 300 milioni di dollari, ma ha sempre preferito tenersi lontano dalla grandiosità e dai fasti amati e ostentati invece dal figlio. L’unica “licenza” che si concedeva, forse un retaggio degli anni del duro lavoro, era cambiare la sua costosissima Cadillac blu ogni tre anni.

Iniziò ad accumulare la sua ricchezza negli anni Venti, prima ancora di poter firmare assegni. Costruiva garage per le carrozze del futuro: le automobili. Lui organizzava, lavorava, decideva, e sua madre, Elizabeth Christ, firmava. Da qui il nome della prima società fondata da Fred, la Elizabeth Trump & Son. In questi anni si rende protagonista di una vicenda molto poco edificante: viene arrestato per aver preso parte a una manifestazione del Ku Klux Klan.

La svolta arriva alla vigilia della grande depressione. Forgiato dalle difficoltà come tutti coloro che erano riusciti a resistere a quel terribile periodo, iniziò a costruire prima villette a schiera per la classe media e poi i primi supermercati. Aveva fiutato che la voragine creata dalla crisi doveva essere prima o poi riempita con una nuova corsa al mattone. L’economia era in ginocchio, ma l’America era l’America, e i grandi investitori non si erano certo volatilizzati. Si comprava a poco e, avendo le spalle abbastanza larghe per attendere, gli affari d’oro sarebbero arrivati presto. E così fu. Le vendite iniziarono ad andare bene e Fred si fece trovare pronto quando giunse la grande occasione: la guerra. Costruì caserme e appartamenti per la Marina in Virginia. A guerra finita, edificò migliaia di alloggi per i militari e le famiglie.

Negli anni successivi il suo impero si è accresciuto a dismisura, eppure Fred Trump è sempre rimasto poco incline all’esposizione mediatica e all’ostentazione della ricchezza. Quando sulla scena è arrivato Donald, la sua figura è rimasta sullo sfondo.

Red

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