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Assenteismo di governo. Bruxelles ancora aspetta

Chi rappresenta l’Italia in Europa? Cos’è l’assenteismo di governo? Una domanda non banale visto che il Ministro per gli Affari europei, Paolo Savona, è stato nominato nei giorni scorsi Presidente della Consob, l’organo di vigilanza dei mercati finanziari in Italia. Una nomina che fin da quando è stata ipotizzata ha sollevato polemiche per un’eventuale incompatibilità di  Savona con la carica in oggetto. Il Ministro, infatti, prima di entrare a far parte del governo Lega-M5S, è stato direttore dell’hedge fund lussemburghese Euklid Master Fund. In teoria, la legge 39/2013, così come le leggi Frattini e Madia, “impedirebbero di diventarne presidente a chi per due anni è stato vigilato da un ente indipendente”. In teoria, appunto. In pratica, l’interesse politico di parte ha aggirato l’ostacolo.

Ma conflitto d’interesse a parte, resta la domanda: chi ci rappresenta ora in Europa? Tra l’altro si tratta di una domanda incompleta, perché non comprende il passato recente. Più corretto sarebbe chiedersi chi, dalla nascita del governo gialloverde, ci ha rappresentato fino ad ora in ambito europeo, visto che lo stesso Savona non ha mai partecipato a una sola riunione dei Ministri a Bruxelles. Probabilmente era rapito dalle sue attività editoriali. È infatti notizia di questi giorni che il neo guardiano del mercato finanziario abbia fatto comprare al Ministero di cui è titolare, e quindi con i soldi degli Italiani, ben 300 libri di cui è autore. Che dire, almeno qualcuno con la cultura ci mangia.

Ma allora, chi ci rappresenta in Europa? La risposta è desolante. Il compito è stato infatti lasciato a un altro assenteista da competizione, capitan Salvini, che dopo aver trascorso il suo mandato da europarlamentare nei salottini televisivi italiani, da Ministro degli Interni ha presenziato una sola volta alle riunioni collegiali dei suoi omologhi degli altri Paesi membri.

E poi c’è Giuseppe Conte, oleogrammatico Presidente del Consiglio che farfuglia di grillini e strategie mediatiche a un’incredula Angela Merkel e si cimenta in un fantozziano tiro di stecca con Lady Brexit, alias Theresa May.

Inutile e anche piuttosto patetico mettere il broncio se poi Germania e Francia tornano a isolare l’Italia e a derubricare il nostro Paese a problema da risolvere, anziché considerarlo la risorsa per eccellenza sulla quale puntare per risollevare l’Europa.

Red

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