Migrantes

Migrantes

Una nuova ondata di migrazione di massa sta mettendo in crisi il mondo. Come quella siriana, anche se accade dall’altra parte del pianeta rispetto a noi.

Una carovana di migranti  partita dall’ Honduras, circa 2000 persone, a piedi  camminano verso gli Stati Uniti, attraverso l’America Centrale. Il Presidente Trump si è allarmato e, come al solito, ha minacciato di fermarli usando l’esercito. Ma non è un caso isolato ne è la prima volta che accade. Dal 2014 il Venezuela sta fronteggiando una gravissima crisi economica. E da quell’anno le organizzazioni che si occuopano dei flussi migratori in tutto il mondo, hanno calcolato che almeno 2 milioni e mezzo di venezuelani hanno lasciato il paese. La cifra non tiene conto – perché è difficile – di quelli che hanno attraversato le frontiere in modo irregolare.

Luise Feline Freier, assistente professoressa alla cattedra di scienze sociali e politiche all’Università del Pacifico del Perù – il secondo paese dopo la Colombia che riceve i venezuelani in fuga – sostiene che “L’esodo dal Venezuela è uno dei più grandi spostamenti di massa nella storia dell’America Latina. In termini di scala  è sicuramente paragonabile all’esodo siriano e c’è una possibilità che superi quello siriano”. Le cifre ufficiali raccontano di oltre 5 milioni di rifugiati siriani registrati dall’UNHCR – l’organizzazione dell’ONU per i rigugiati –  in Turchia, Libano, Giordania, Iraq, Egitto e Nord Africa.

A differenza della Siria in Venezuela non c’è una guerra e dunque i venezuelani scappano per mangiare.

“Ho intervistato i migranti un paio di mesi fa e hanno detto che non avevano mangiato nulla se non l’amido mescolato con l’acqua perché non potevano permettersi di comprare il riso”, ha detto la Freier. “Quello che sta succedendo in Venezuela) è una crisi umanitaria oltre ogni immaginazione: le persone se ne vanno per sopravvivere”.

L’inflazione oltre ogni limite controllabile ha reso la valuta locale assolutamente inutile così le persone sono costrette a vendere tutto per permettersi un biglietto dell’autobus per uscire dal paese.

“Un biglietto dell’autobus per il Perù costa circa 130 dollari, quindi la gente vende tutto per comprare un biglietto e sappiamo che quelli che non possono permetterselo hanno iniziato a passare in Perù in modo illegale”.

Gli Stati Uniti sono stati per anni la destinazione principale di questo esodo ma ora è più difficile entrare negli States quindi la maggior parte dei venezuelani ora sta migrando verso i paesi limitrofi.
La Colombia è stata il principale paese a ricevere il flusso migratorio venezuelano. La stima è che circa 870.000 venezuelani siano presenti nel paese alla fine di luglio di quest’anno.

Negli ultimi anni, tuttavia, i migranti hanno sfondato i confini anche a sud:  Perù, Cile, Argentina, Brasile ed Ecuador.

In America centrale, Panama è il paese che ha ricevuto il maggior numero di migranti, secondo le cifre del 2017.

I migranti con maggiori mezzi finanziari sono fuggiti verso destinazioni lontane come Stati Uniti e Spagna, dove alla fine del 2017 erano registrati circa 209 mila venezuelani. Anche l’Italia è una destinazione importante, la seconda europea con 50 mila persone residenti stabili sempre alla fine dello scorso anno.

Riguardo al nostro Pese c’è anche da segnalare che l’Italia sembra essere il paese preferito dagli ex politici fedeli a Hugo Chavez, il presidente del Venezuela dal 1999 al 2013, la cui “rivoluzione bonita” ha trascinato il paese sudamericano nella crisi attuale. Il nome più famoso tra questi ex gerarchi è quello di Maikel Josè Moreno Perez, In passato giudice di tribunale, oggi Presidente della Corte Suprema, fedelissimo del presidente Maduro. Nel 2015 ha sposato una cittadina italiana ed ha chiesto la cittadinanza nel Bel Paese. Perez è stato arrestato per omicidio alla fine degli anni ’80 e per due volte è stato condannato. La legislazione italiana non prevede la cittadinanza a criminali passati in giudicato. Nel 2017 ancora non era stata rilasciata ed al momento non si sa nulla. Chi ha provato a chiedere informazioni su Perez ed altri come lui non riceve risposta dalla autorità italiana. Questa vicenda è simile a quanto accadde in Argentina dove dopo la fine della II^ guerra mondiale trovarono rifugio molti gerarchi nazisti sfuggiti alla condanna del processo di Norimberga. Così come è quasi impossibile conoscere chi tra gli ex amici di Chavez ha beni in Europa e nel nostro paese.

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