PD: aria di una nuova scissione ?

“È tempo di fare chiarezza” tuona Franceschini. “E’ impossibile guidare il partito in queste condizioni” si lamenta Martina. Altri esponenti dem chiedono “una nuova ripartenza”, “un nuovo centrosinistra”, “un nuovo candidato”. Formule evanescenti tenute insieme dal bersaglio a cui sono rivolte: Matteo Renzi.

La minoranza dem, tutta presa dal tentativo di governare con Grillo e Casaleggio, non ha digerito che Renzi abbia indicato la sua posizione contraria a tale opzione.A Renzi viene palesemente intimato di tacere e di offrire senza condizioni il suo consenso personale alla volontà della minoranza, che vede nell’alleanza coi grillini una ghiotta occasione per recuperare la rilevanza politica perduta, all’ombra del mai accettato ex-segretario di Rignano sull’Arno.

Siamo forse arrivati alla vigilia del gran giorno, quello della scissione.

La scissione vera però, non la fuoriuscita di qualche vecchia gloria buona per gli applausi a comando nei salottini televisivi ma incapace di andare oltre il 3% dei voti nel mondo reale. Franceschini non smacchia giaguari e non parla per proverbi.  Soprattutto, le sue truppe sono reali e corpose.La direzione del 3 maggio, che doveva decidere sull’accordo coi 5S, ora assume il significato del primo round tra la corrente “grillina” dei dirigenti di minoranza e quanti nel PD, in accordo con la grande maggioranza della base, appoggiano Renzi.

Mauro Pasquini