Il Gatto, la Volpe e… Pinocchio

Certo avere un futuro Presidente del Consiglio di puro cartone riciclato è una novità assoluta per questo paese. Ma a noi piacciono gli equilibristi, il circo equestre, gli imbonitori da fiera e le manovre spericolate. Prediamo ad esempio la flat tax. Gli Stati Americani che l’hanno adottata sono sull’orlo della bancarotta. Le entrate statali si sono drammaticamente ridotte, le aziende non hanno reinvestito i risparmi ma li hanno intascati e (forse) portati altrove e i cittadini ricchi ringraziano. E i più poveri… chissenefrega.

Da noi invece sembra un esperimento fantastico. Una novità assoluta. Una trovata geniale. A rafforzare l’idea si chiamerà al Ministero dell’Economia l’illustre prof. Savona nemico giurato dell’euro e che propugna il ritorno alla lira, alla sovranità nazionale. Al bel tempo antico insomma. Quando si poteva svalutare allegramente per facilitare le esportazioni dei nostri prodotti artigianali. Il prof. Savona ha 82 anni e non gli si può certo rimproverare di guardare al passato, al tempo felice della sua gioventù e dell’ italietta che non contava un tubo.

E così in piena globalizzazione, in tempi di sfide planetarie e di innovazioni tecnologiche, da noi vince la paura alimentata ad arte dal gatto e dalla volpe, due narcisi che cercano solo la spartizione delle poltrone, il potere con i simboli annessi.

Ma anche qui, come dar loro torto ? Per uno che non ha mai avuto ne un titolo di studio ne un lavoro serio diventare ministro del lavoro e dello sviluppo economico significa trovarsi immerso in un sogno fantastico. Per l’altro che è stato sempre ai margine della politica vera con un partito del 10 per cento ritrovarsi a fare il Ministro degli interni di un grande paese dev’essere il sogno di un vita. Ma per poter arrivare a tutto questo avevano bisogno di un Pinocchio e non hanno faticato molto a trovarlo. Un ventriloquo provinciale e un pò vanesio che ha spacciato le vacanze con periodi di studi e approfondimento, che ha arricchito il suo curriculum per far colpo su altri provinciali che dovevano dargli incarichi e prebende.

Ma non basta. Siccome il gatto e la volpe non erano sicuri che il Capo dello Stato si fosse deciso a concedere il via libera hanno mandato la claque davanti al Quirinale per applaudire con scroscianti applausi un volto sconosciuto al 97 per cento del paese. Ma per tutta sicurezza hanno anche slegato il fascio grillino per lanciare minacce neanche argutamente velate, al Capo dello Stato.

Insomma una giornata memorabile che nessuno riuscirà mai a dimenticare, perchè una cosa è certa: comunque vada a finire sarà un disastro.