Lewis Michael Eisenberg, ma tutti lo chiamano “Lew”, sarà il nuovo ambasciatore americano in Italia. “Lew” ha 75 anni, tre figli e soprattutto molto vicino a Donald Trump. Non a caso, era da mesi il favorito per il “seggio” di via Veneto.
La sua è una storia tipicamenta americana ( ma Trump lo sa ?). Nonni ebrei emigrati in America da Polonia e Germania, poverissimi. Il padre, impiegato, si toglie il pane di bocca per mandare il figlio all’università. Prima la facoltà di legge, poi abbandonata, poi quella di economia e il master in business administration.
Ma c’è un lato molto oscuro, non risolto nella sua storia personale. Come racconta l’inviato di “La Repubblica” Antonello Guerrera:
“Nel 1966 entra nella banca Goldman Sachs: “Avere il denaro ti da la fiducia per compiere cose che altrimenti non faresti”, diceva.
Eisenberg scala molte posizioni in Goldman Sachs, diventa uno dei dirigenti più importanti. Ma nel 1989, a sorpresa, si dimette. La vicenda è ancora molto oscura, ma molti giornali americani, tra cui il New York Times, scrivono di una oscura relazione extraconiugale con una sua assistente, Kathy Abraham, con il ragazzo di lei, un poliziotto ultraortodosso ebreo, che spiatella tutto al New York Magazine. Lei denuncia Lew per molestie sessuali, lui si dimette, e dunque lei ritira tutto. Fine della storia, anche se in Goldman Sachs non ci sarà più spazio per Lew.”

Ma la vita continua e Lew diventa presidente della Port Authority di New York e New Jersey, l’agenzia pubblica che controlla le infrastrutture tra i due stati e, all’epoca, anche il World Trade center.
Poi la politica nel partito repubblicano e la gestione dei fondi nella campagna presidenziale per Donald Trump.
E ” the Donald” non si dimentica di lui.