Con amara ironia Claudio Petruccioli svela il senso dell’attacco
militare in Siria ad opera del trio USA-Regno Unito-Francia.
Così scrive su twitter:
“Dopo il blitz missilistico di stanotte sulla Siria (con avviso
preventivo a Putin) l’espressione “teatro di guerra” mi sembra
assumere un significato nuovo. Sì, esattamente teatro”
In effetti si è trattato di una performance che pare accontenti
tutti, parti e controparti.
Sul versante orientale, la Siria non ha perso la sua “capacità”
offensiva in quanto il preavviso dell’attacco ha dato tutto il
tempo di prendere le dovute contromisure. Le maestranze
sono state risparmiate in quanto il blitz è avvenuto a un orario
in cui le strutture erano per lo più vuote.
Sul versante occidentale, Trump ha potuto mostrare i muscoli
salvando così la faccia, il regno Unito ha potuto mostrare che
la Brexit rende liberi di essere più americani di prima e quindi
più liberi da quello che loro considerano il pantano europeo, e
la Francia si è posta agli occhi del mondo come la prima
potenza europea nonché come garante della storia atlantista
del Vecchio Continente.
Ma uno spettro si aggira per le cancellerie occidentali e
orientali: escalation?

Mauro Pasquini