I signori della fuffa: dal vaffa day al Conte Stamina

Oggi va in scena l’indignazione per il curriculum creativo del Professor Giuseppe Conte, proposto dalla coppia Di Maio-Salvini quale premier “esecutore” del prossimo governo giallo-verde.

Meno rumore, stranamente, sta facendo per ora il ruolo di avvocato difensore di una famiglia che chiedeva di accedere al metodo Stamina, rivelatosi poi una delle peggiori truffe sanitarie degli ultimi anni, ai danni dei malati, delle loro famiglie, della sanità italiana, della dignità di un’intera comunità.

E allora ci si indigna, senza risparmio. Tuttavia, nella maggior parte dei casi si tratta di un’indignazione scarica, priva dei requisiti minimi di autorevolezza, che stupisce per lo stupore che pretende, con complice ritardo, di improvvisare.

Siamo infatti davanti alla scena madre di un copione che è lo stesso fin dall’inizio, da quel “Vaffa day” del lontano 2007. Undici anni durante i quali non è cambiata una virgola.

Mortificazione e intimidazione del merito, della competenza, del talento, della dignità intellettuale. Questa è stata, immutata, la sceneggiatura alla quale politici, industriali, esimi politologi e costituzionalisti, giornalisti, artisti e gli immancabili intellettuali hanno freneticamente collaborato, buttandovisi a pesce uno dopo l’altro, come un rito liberatorio e soprattutto auto-assolutorio.

Per interessi personali, per ignavia culturale, per patetici motivi di rivalsa, per miserevoli impulsi di rancore, gli indignados dell’ultimo minuto sono stati in ordine cronologico: detrattori indulgenti, critici comprensivi, amici distanti, simpatizzanti vicini, cani da guardia con bava alla bocca.

Una tronfia eutanasia collettiva della personalità, alla quale nessuna indignazione in zona Cesarini può porre rimedio.

Impossibile dare buoni consigli un nanosecondo dopo aver smesso di dare il cattivo esempio.