Fronte dei porti

Una nave con 629 migranti a bordo vaga per le acque mediterranee. Malta si dice indisponibile a offrire un approdo. L’Europa è una sedia vuota che dispensa tardive pacche sulla spalle. L’Italia, al seguito di Capitan Salvini, chiude i porti ai terribili invasori, con il plauso fiero e rumoreggiante del soddisfatto elettorato.

La gestione dell’affaire Aquarius da parte del governo pentaleghista mostra come Salvini stia brillantemente ottimizzando la resa del suo 17% dello scorso 4 marzo, trascinando al guinzaglio il poderoso 32% del M5S. Il terzo partito del paese, il “socio di minoranza” del governo gialloverde, come lo aveva definito con fallace ironia Berlusconi, sta dissanguando Forza Italia nelle urne, ha attratto milioni di voti di sinistra, sta dettando l’agenda di governo.  Mostra i muscoli Salvini, e funziona. A destra e sempre di più anche a sinistra. Accanto a sé ha un alleato silente, accondiscendente, di fatto complice al 100% delle scelte del leader felpato. Oggi, ad esempio, nel vivo della polemica sulla chiusura dei porti, la forza di persuasione del partito della Casaleggio Associati ha imposto al “proprio” sindaco Nogarin, primo cittadino di Livorno, di ritirare un post in cui si diceva favorevole ad accogliere i disperati dell’Aquarius. Ma oltre alla pronta obbedienza di Nogarin, c’è da segnalare l’evanescenza del premier Giuseppe Conte, fresco del prestigioso titolo di “bravo ragazzo” riconosciutoli da Trump al G7 e già primula rossa sulle principali questioni di governo.

Nelle ultime ore è giunta la mano tesa del neo-premier spagnolo Sanchez, che si offerto di accogliere la nave della discordia nel porto di Valencia. Immediatamente è partita la corsa da destra a rivendere questo esito come successo italiano. “Abbiamo scosso l’Europa” è già il nuovo mantra.

E così, di successo in successo, andiamo avanti.